Il fattore umano al centro della mediazione
Dietro al successo di un’esperienza formativa e professionale non ci sono soltanto l’efficacia organizzativa e la qualità dei contenuti teorici.
Esiste un elemento più profondo, una sorta di “ritorno alle origini”, capace di fare la differenza e ridefinire gli obiettivi. È questo il fulcro di quanto emerso nel corso della terza edizione della Giornata ANMP dello scorso 6 giugno al Convento San Francesco a Fiesole, un appuntamento che ha saputo unire il profilo accademico alla concretezza dell’esperienza umana.
I livelli del conflitto, la Pace per John F. Kennedy e la mediazione aziendale
Durante i lavori, il Presidente Pietro Beretta Anguissola ha richiamato la figura storicamente ispiratrice di John F. Kennedy, la sua visione della Pace, per leggere la complessità del contesto attuale.
Nel corso della giornata la nostra associata Donatella Pizzi ha esposto le dinamiche di gestione del conflitto, analizzando i vari livelli linguistici, di comunicazione che un mediatore si trova ad affrontare: da quello più pragmatico, fatto di dati, fatti e informazioni, a quello umano, che scava nei sentimenti, nelle emozioni e nel soddisfacimento dei bisogni profondi delle parti coinvolte.
Spazio poi alla “Commissione ANMP Aziende”, gli associati Massimiliano Ferrari e Patrizia Testa hanno presentato un innovativo progetto volto a traghettare le tecniche di mediazione direttamente nel tessuto imprenditoriale. L’obiettivo è: mostrare agli imprenditori come la capacità di “abitare il conflitto” e governarlo attraverso competenze mirate non sia un mero esercizio teorico, bensì un reale valore aggiunto per l’organizzazione e la produttività aziendale.
CLUB ANMP in presenza!
Per la prima volta il nostro consueto appuntamento del Club si è svolto in presenza.
Gli associati Fabio Segantini e Cristina Cocchi hanno guidato un confronto sul “sull’impasse del primo incontro di mediazione e sui trucchi del mediatore”. Gli associati Duccio Viligiardi e Gregorio Albanetti hanno invece guidato un confronto sulla “gestione, da parte del mediatore, dell’avvocato che assiste la parte in mediazione e le fasi del cosiddetto stallo nel procedimento di mediazione”.
Un nuovo paradigma culturale
L’esperienza fiesolana lancia così un messaggio forte sul futuro della professione.
Per promuovere un autentico cambio di paradigma culturale, la teoria – pur necessaria – deve cedere il passo alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. Come emerso dalle conclusioni dell’incontro, la tecnica costituisce la base imprescindibile della mediazione, ma non è sufficiente. Essere mediatori oggi significa rimettere la persona, con tutta la sua complessità emotiva, al centro di ogni dinamica risolutiva.
Abracadabra!
E sveliamo il titolo di questo articolo: Cosa significa Abracadabra?
Io creo mentre parlo. A proposito dei “trucchi del mediatore”, a coronamento della terza edizione della giornata ANMP all’insegna dello studio e del confronto, Fazio Segantini ha utilizzato la metafora del gioco di prestigio per riflettere sulla psicologia della mediazione: “che differenza c’è tra il mediatore e il mago? Il mediatore usa le sue tecniche per creare una nuova realtà e gestire il conflitto ma a differenza del mago non nasconde i suoi trucchi, li dona agli altri”.
A cura di
Massimiliano Ferrari, Patrizia Testa, Donatella Pizzi, Cristina Cocchi, Fazio Segantini, Duccio Viligiardi, Gregorio Albanetti, Daniela Virgili, Pietro Beretta Anguissola